venerdì 22 agosto 2014

Processo Tributario, meglio con la Pec

Processo Tributario, meglio con la Pec
 
 
Da sempre l'Osservatorio sulla Giustizia è schierato a favore della telematizzazione del processo civile, penale, amministrativo e tributario. Anche per le parti non assistite, a cui è data possibilità di accedere personalmente al processo, occorre fare chiarezza, informandole accuratamente della loro facoltà di ricevere le comunicazioni dalle rispettive segreterie giudiziarie attraverso Posta Elettronica Certificata. Questa innovazione, nel processo tributario, è espressamente prevista per le cause che rientrano nei limiti previsti nell'art. 12 del D.Lvo 546/92. A tal proposito segnaliamo un buon articolo dell'Avvocato Mario Cavallaro, Presidente del Consiglio di Giustizia Tributaria, pubblicato sul Sole 24 Ore di mercoledì 20 agosto 2014.

domenica 10 agosto 2014

SANITA': Dr. Armando Vecchietti direttore di Cellula Cancerosa


Con la Redazione “OSSERVATORIO sulla SANITA' ” diamo spazio su questo servizio alla Ricerca Medico Scientifica del Dottor Armando Vecchietti direttore di Cellula Cancerosa.



 
una Ricerca Scientifica Anticancro pubblicata dal Dottor Armando Vecchietti, padre del nuovo gestore di Capolinea, altre informazioni verranno pubblicate dall'Osservatorio sulla Sanità, dipartimento dell'Osservatorio sulla Giustizia (www.OSSERVATORIOsullaGIUSTIZIA.it )


ONCOGENESI

Con un normale microscopio ottico a 400x una cellula epiteliale sana appare come la foto che segue:





Si notano fondamentalmente tre cose: il nucleo, il citoplasma e la membrana cellulare. Il tutto ha un aspetto “pulito”.

Può accadere invece che, osservando in vivo una qualsiasi cellula del corpo, questa appaia piena di batteri o vescicole come mostrato nella foto che segue.






Queste vescicole hanno un ruolo fondamentale nella formazione della cellula cancerosa.

Una volta formate esse manifestano infatti una naturale tendenza ad aggregarsi e ciò accade sia internamente che esternamente alle cellule.

Quando ciò accade all’interno delle cellule, le vescicole si fondono tra loro formando strutture che occupano spazi abbastanza delineati il più delle volte in periferia e addossati alla parete cellulare.

Spesso queste vescicole possono essere ritrovate anche al di fuori delle cellule, in questo caso possono formare aggregati anche molto grandi sui cui bordi si formano con facilità delle formazioni semi sferiche.



Figura : Cellula sana





Figura : Cellula piena di vescicole




Fig. 3a: Ammasso interno alla cellula. Fig. 3b: Ammasso esterno



-Fig.1: Una cellula iniziale “pulita”.

-Fig.2: Una cellula che comincia a formare vescicole.

-Fig.3a: Le vescicole che rimangono dentro la cellula, si fondono tra loro e formano un ammasso ben delineato a ridosso della parete cellulare formando, in questo esempio, delle mezze lune.

-Fig.3b: Ammasso di vescicole esterno che presenta in periferia formazioni circolari.



In altre parole queste vescicole hanno la tendenza ad aggregarsi e a fondersi tra loro, il processo è un fenomeno naturale e spontaneo.


Va notato che da questo momento in poi le cellule colpite che ospitano queste formazioni cominciano pian piano a perdere la loro originale identità.

Le nuove formazioni progrediscono a spese della vecchia cellula che un po’ alla volta si disgrega e “scompare” come mostrato dalle foto che seguono.





A questo punto facciamo un piccolo riepilogo dei passaggi fin qui individuati.



La foto mostra: Una cellula comincia a formare vescicole omogeneamente distribuite all’interno del suo citoplasma. A dx si nota la riorganizzazione di queste vescicole se rimangono all’interno della cellula. A sx è mostrata la riorganizzazione vescicolare che avviene da un’aggregazione esterna alla cellula.

Dalla ulteriore maturazione di ognuna di queste nuove strutture si forma sempre una cellula particolare: la cellula a forma di clava.

Le foto che seguono ne mostrano un esempio:




Questa è una cellula molto importante nell’evoluzione del processo canceroso.

Morfologicamente essa non appartiene a nessun tessuto umano e possiamo dire che è una cellula completamente nuova.

In verità questa cellula a forma di clava anticipa e preannuncia la formazione della prima massa tumorale.

Lascio immaginare l’importanza di una tale osservazione per una eventuale diagnosi precoce di cancro.

La loro presenza non ci dice dove la massa tumorale si sta formando ma ci avverte soltanto che da qualche parte ciò sta accadendo.

Nell’organismo, tutte le modificazioni cellulari fin qui descritte avvengono in tempi relativamente lunghi.

Riconoscere in tempo tutti gli aspetti morfologici fin qui decritti significa avere a disposizione una diagnosi precocissima rispetto ai test tradizionali che hanno invece bisogno della massa tumorale o della cellula cancerosa pienamente sviluppata per esprimersi.

Uno degli obiettivi dell’oncologia classica: “La diagnosi precoce di cancro” diventa in tal modo realizzabile.

La successiva evoluzione di queste cellule a forma di clava, fondamentalmente ancora immobili, si manifesta nella loro capacità di diventare mobili con la formazione di chiari ed estesi pseudopodi.





Dal punto di vista diagnostico, quando le cellule cancerose diventano mobili, il processo canceroso è ben avanzato ed esiste già da qualche tempo la massa tumorale.

Le cellule mobili che si formano e che troviamo in un campione da esaminare non hanno però tutte la stessa “gravità”.

Esistono ancora delle differenze che devono essere valutate.

Esse infatti possono essere distinte in cellule a lento movimento dalle altre che si muovono invece più speditamente.

Le cellule a lento movimento non sono cellule cancerose “pericolose”, esse sono giovani e non procurano ancora “danni”.

In questa fase, l’unico problema per il paziente deriva solo dal volume che può raggiungere la massa tumorale.

Vedremo subito che differenza c’è tra una cellula cancerosa giovane ed una vecchia.

Capiremo anche quando e perché una cellula cancerosa diventa veramente pericolosa e mortale per l’organismo.

Sotto sono riassunte alcune figure che possiamo trovare nei vari stadi fino alla cellula cancerosa mobile:

a) La cellula sana.

b) La cellula che comincia ad avere la reazione vescicolare.

c1-c2-c3) Le vescicole che si riorganizzano sia dentro che fuori la cellula originaria.

d) La prima cellula a forma di clava.

e) La cellula cancerosa mobile.

a





b




c1 c2 c3




d e





Tutte le fasi fin qui descritte sono un processo continuo.



II° parte



IL PROCESSO CANCEROSO

Se la cellula cancerosa almeno al suo esordio “non procura nessun fastidio”, perché il cancro conduce alla morte un organismo per altri versi sano?

Cosa succede nell’organismo?

Il processo canceroso in realtà ci riserva almeno una sorpresa.

Esso è infatti composto almeno da due fasi ben distinte e contrapposte.

Nella prima fase si possono far rientrare tutti gli stadi fino ad ora descritti:

- formazione delle vescicole.

- aggregazione delle vescicole.

- maturazione ed evoluzione delle aggregazioni in cellule cancerose.

- formazione della massa tumorale.

Arrivati fin qui il cancro non è ancora il problema mortale che tutti conoscono.

Lo dimostra il fatto che molti pazienti convivono con esso anche per anni senza accorgersi di essere malati.

Il processo canceroso in realtà è composto da una seconda fase, inversa alla precedente e molto più pericolosa.

Spieghiamoci meglio.

Le cellule tumorali sono a tutti gli effetti organismi viventi e come tali hanno un ciclo di vita ovvero una nascita ed una morte.

Che cosa succede durante il processo canceroso?

Quando, nella prima fase, si arriva alla formazione della massa tumorale al suo interno essa è composta da cellule molto vecchie che dopo essersi riprodotte svariate volte e dopo aver concluso il proprio ciclo vitale, muoiono.

Esse vanno in putrefazione all’interno della massa tumorale.

Ciò innesca un particolare e ben preciso processo.

La massa tumorale in putrefazione produce una serie di “detriti” e batteri della putrefazione, alcuni dei quali hanno una particolarissima caratteristica: stimolare, nel modo precedentemente descritto, la reazione vescicolare delle cellule ancora sane.

In questo modo si chiude il cerchio.

- Da questa stimolazione si formano nuove vescicole che riaggregandosi, producono la nuova generazione di cellule cancerose che vanno a sommarsi a quelle già presenti.

- Queste si dividono, aumentano la massa tumorale o possono generare metastasi fino a che, terminato il loro ciclo vitale, anch’esse muoiono.

- La loro morte produce una nuova ondata di putrefazione che si aggiunge alle precedenti ed il cerchio si chiude di nuovo.

Nell’organismo quindi si generano ciclicamente ondate sempre più grandi e frequenti di questi particolari “detriti” creando un meccanismo perverso che si autoalimenta a ondate successive sempre più forti e massicce fino alla morte dell’organismo.

Il processo canceroso nei suoi aspetti salienti è qui di seguito schematizzato:





A = Cellule sane

Ca1(B) Ca2(B1) = Evoluzione delle vescicole

che si aggregano all’esterno delle cellule.

Ca1(D-D1-D2) = Maturazione delle vescicole

all’interno delle cellule.

Ca3= Cellula a forma di clava.

Ca4= Cellule mobili.

Massa Tumorale in decomposizione

Ca5= Quadro microscopico del sangue

Produzione di batteri della putrefazione e “detriti”.



Riepilogo delle fasi del processo canceroso

La prima fase è caratterizzata dalla:

1-Reazione vescicolare delle cellule “sane”.

2-Aggregazione delle vescicole.

3-Formazione e maturazione delle cellule cancerose.

4-Formazione della massa tumorale.

La seconda fase è caratterizzata dalla:

4-Morte e decomposizione putrida delle cellule cancerose che compongono la massa tumorale.

5-Massiccia, progressiva ed accelerata intossicazione del sangue da parte dei “detriti”, batteri della putrefazione e bacilli T.

6-Cachessia, putrefazione generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.

In un organismo biologicamente debole le cellule che muoiono, a differenza di un organismo bio-energeticamente sano e forte, non sono “riassorbite” dall’organismo e i “detriti” prodotti scatenano la reazione vescicolare delle altre cellule ancora “sane”.



I bacilli T

I bacilli T non sono “nuovi” germi.

Molto probabilmente la ricerca oncologica li ha più volte notati senza comprendere o accorgersi della loro caratteristica biologica più importante: stimolare la reazione vescicolare delle cellule sane.

Essi hanno una grandezza di 0.2 – 0.3 µ sono Gram negativi, nei malati terminali e in coltura colpiscono l’olfatto con la puzza caratteristica di un corpo in putrefazione.

In campo scuro appaiono come tantissimi puntini di luce e quando sono vivi ed attivi si muovono vivacemente a zig-zag.

Circolano liberamente con il flusso sanguigno ed in tal modo sono capaci di “colpire” qualsiasi cellula in qualsiasi parte del corpo.

Bacilli T è un nome generico, molto probabilmente i microrganismi coinvolti appartengono a più specie ma la loro funzione biologica più importante consiste nell’innescare la reazione vescicolare delle cellule sane.



Al centro, nuvola di Bacilli T piccolissimi

Microscopio a Campo Scuro 400x



III° Parte



DIAGNOSI PRECOCE DI CANCRO

E’ chiaro che, osservando i vari passaggi fino ad ora descritti e riconoscendo al microscopio le varie modificazioni cellulari, si riesce ad individuare l’insorgere ed il progredire di un processo canceroso anche quando per l’oncologia ufficiale ancora non esiste la benché minima presenza di cellula cancerosa.

Viene da se che abbiamo a disposizione un’arma incredibilmente potente: la diagnosi precoce.

In questo contesto il sangue gioca un ruolo fondamentale.

Circolando in tutto il corpo esso è in grado di riportarci informazioni di prima mano su tutto lo stato energetico dell’organismo.

Qui di seguito vediamo il disegno di due stati energetici che possiamo trovare nel sangue:



Il sangue sano e carico mostra globuli rossi simili ad una ciambella con delle vescicole incastonate nello stroma come se fossero delle perle.

In un altro contesto vedremo come la carica energetica dei globuli rossi spieghi in modo convincente il fenomeno dell’angiogenesi.


Quando invece i globuli rossi hanno l’aspetto di una sfera spinosa, il sangue è debole e l’organismo è in sofferenza bioenergetica. In tutti malati di cancro troviamo questa condizione anche se in percentuali diverse.





Stadi di sviluppo del processo canceroso

e conseguente

diagnosi precoce di cancro



Solo a scopo di studio il processo canceroso può essere suddiviso in cinque stadi di sviluppo denominati: Ca1 – Ca2 – Ca3 – Ca4 – Ca5.



Stadio Ca1

Abbiamo una situazione Ca1 quando le cellule dei tessuti cominciano a mostrare la reazione vescicolare e il sangue presenta la reazione spinosa dei globuli rossi.

Questa prima fase scaturisce da una situazione bio-energeticamente debole delle cellule che compongono i tessuti.

In questa fase, qualsiasi tipo di cellula ispezionabile del corpo osservata in vivo al microscopio, invece di mostrare un citoplasma chiaro si può presentare granulata da vescicole o piena di bacilli T molto piccoli (0,2-0,3 micron).

Ogni volta che i bacilli T sono ritrovati all’interno di una cellula (osservazione in campo scuro), normalmente essi sono presenti anche nei fluidi e quindi circolanti nell’organismo.

La cellula colpita generalmente tende anche ad arrotondarsi a causa della contrazione.

Nelle cellule epiteliali questa contrazione è chiaramente osservabile negli angoli che diventano arrotondati e nella graduale perdita della forma pentagonale.

Per l’oncologia classica, in questo stadio non esiste ancora nessun tipo di cancro poiché non è ritrovata nessuna cellula tumorale.

Nei casi in cui il danneggiamento è chimico o traumatico è ragionevole pensare che lo stimolo canceroso avvenga sempre e comunque attraverso la formazione di bacilli T che scaturiscono dalla morte dalle cellule dei tessuti bio-energeticamente più deboli.

La grossa differenza tra questi ed i comuni test della medicina tradizionale consiste solo nel fatto che questi sono test energetici.

Essi ci avvertono quindi anche con decenni di anticipo se l’organismo sta scivolando o meno verso una patologia cancerosa.

La condizione spinosa è sempre presente nei malati di cancro.

Le seguenti foto sono cellule Ca1

Stadio Ca2

Questo stadio è caratterizzato da uno stato infiammatorio acuto.

La reazione vescicolare delle cellule continua.

I bacilli T continuano ad essere presenti e non subiscono successive modificazioni.

Essi mantengono le stesse caratteristiche e sono ritrovati tali e quali in ogni successivo stadio e per tutta la durata del processo canceroso.

Abbiamo visto che la loro presenza è mortale per l’organismo.

Sono loro che spingono sempre più velocemente le cellule sane dei tessuti verso la ormai conosciuta reazione vescicolare.

In questo stadio (Ca2) si vede la prima forma evolutiva delle vescicole che da omogeneamente distribuite all’interno del citoplasma, cominciano ad aggregarsi all’interno della cellula in prossimità della parete cellulare.

Queste nuove aggregazioni perdono il loro grossolano aspetto vescicolare, diventano ammassi sempre più omogenei ed evolvono a spese della vecchia cellula originaria.(la spiegazione di questo meccanismo non e' qui decritto)

In alcuni casi, sin da ora si possono notare le prime forme affusolate, ovoidali e caudate in parte delineate.

A volte la porzione restante della cellula colpita si frantuma in piccoli detriti o in vescicole ancora più piccole.

Le immagini che seguono sono cellule Ca2.



Di preferenza le proliferazioni infiammatorie raggiungono le ghiandole.

Ad un esame microscopico di questi tessuti, sia nel preparato vivo che in quello da autopsia, la medicina tradizionale non riconosce ancora nessuna traccia di cellule cancerose.

Quando vediamo che all’interno di una cellula le vescicole cominciano a riorganizzarsi, possiamo fare una diagnosi di Ca2 .



Stadio Ca3

Questo stadio è caratterizzato dalla presenza di cellule singole a forma di fuso, di clava o caudate spesso presenti in proliferazioni infiammatorie diventate croniche.

E’ in questo stadio che la medicina ufficiale a volte riconosce le prime cellule cancerose vere e proprie.

All'inizio queste nuove cellule possono mostrare una struttura altamente vescicolare, striata e sono vivacemente luminose.

Esse hanno forma affusolata, caudata, ovale o rotonda.

Mostrano grandi variazioni in grandezza.

Si moltiplicano rapidamente e possono essere osservate in fase di divisione.

Va ricordato che le osservazioni devono sempre essere eseguite in vivo.

A livello vaginale tutte queste cellule sono normalmente eliminate con la secrezione ma nell’utero come negli altri organi pelvici la reazione vescicolare sulle cellule restanti è un processo continuo.

Quando le troviamo in altri organi, queste cellule formano densi grappoli, formano la massa tumorale e sono responsabili delle infiltrazioni nel circostante tessuto.

Questo stadio è denominabile carcinomatoso ed è caratterizzato da processi non rintracciabili in tessuti infiammati o sani.

Le nuove formazioni cellulari si distinguono per la loro colorabilità biologica naturale straordinariamente intensa presente nei diversi gradi di organizzazione.

Al contrario, la cromo sezione morta di un campione non ci rivela ancora nulla.

In questo stadio, oltre alle trasformazioni vescicolari osservabili all'interno una singola cellula sana si può notare anche la simultanea disgregazione vescicolare di più cellule sane contigue.

A volte queste vescicole confluendo in un unico mucchio, generano nuove cellule cancerose da un ammasso che hanno formato in comune.

In genere sono cellule a pessima motilità non eccessivamente "dannose".

La diagnosi di Ca3 può invece essere fatta quando nel preparato in vivo, sia pure in modo anche isolato, compaiono sia la decomposizione vescicolare che le nuove forme a fuso.

Va sottolineato che i bacilli T sono responsabili unicamente dell’innesco dello stadio canceroso.

Le cellule cancerose, una volta scaturite, si sviluppano ed evolvono in modo completamente autonomo cioè indipendente dai fattori che le hanno generate.

La "penetrazione distruttiva” delle cellule cancerose va in gran parte attribuita non alla cellula cancerosa in se stessa ma piuttosto alla medesima reazione vescicolare che si attua anche nelle cellule adiacenti.

In questo modo la cellula cancerosa perde di importanza per quanto riguarda il danneggiamento tessutale che precede la sua formazione in altri tessuti come nel caso delle metastasi.

La cellula cancerosa non è la causa del cancro, non si forma come portatrice di malattia e di morte, essa è solo la conseguenza della riorganizzazione vescicolare delle cellule. (abbiamo volutamente tralasciato la spiegazione dei meccanismi biochimici).

Essa diventa un pericolo mortale soltanto alla fine del suo ciclo vitale quando morendo, va in putrefazione come qualsiasi altro organismo.

Va precisato che la riorganizzazione delle vescicole in cellule cancerose e la loro proliferazione in tumore maligno è un processo autonomo e indipendente dall'azione dei fattori che innescano il processo.

Le Ca3 sono cellule a forma di clava ma possono essere anche a grappolo e sono quelle che vanno a generare la prima massa tumorale.

Il disegno e le foto che seguono rappresentano le cellule dello stadio Ca3.

In questo stadio non è difficile imbattersi in cellule che si possono vedere in fase di divisione.

Stadio Ca4

Lo stadio di Ca4 è caratterizzato da cellule cancerose completamente mature.

Le cellule Ca3 continuando ad evolvere mostrando un aspetto unificato, ialino, di forte contrasto.

Alcune di queste cellule caudate possono sviluppare anche flagelli e motilità.

Lo stadio Ca4 è caratterizzato dalla presenza di cellule mobili con movimenti ameboidi vivaci e sono il prodotto maturo e finale delle precedenti cellule a forma di fuso.



Filmato Cellule Ca4 mobili

Su sito www.cellulacancerosa.it



In altri casi le cellule che hanno assunto una forma rotonda si allungano e diventano mobili attraverso la formazione di estesi e chiari pseudopodi.

A volte gli pseudopodi possono essere di tipo filamentoso.

Altre volte attorno ad ogni ammasso di vescicole si può sviluppare una membrana che lo avvolge e lo racchiude, in questo caso possono scaturire anche dei protozoi.

Queste cellule rappresentano lo stadio Ca4.

La cancerologia classica le ha più volte notate ma ritiene che esse siano dei "parassiti".

Se l'organismo non morisse prima, queste formazioni si trasformerebbero in amebe vere e proprie.

In questo stadio la malignità del tumore dipende dal grado di maturità delle cellule cancerose e dalla rapidità con cui esse e le parti del tessuto distrutto vanno in decomposizione.

Stadio Ca5

Questo stadio è caratterizzato dalla morte e dalla decomposizione putrida delle cellule che compongono i tessuti. E’ la fase terminale della malattia.

Quando al microscopio si ritrovano cellule caudate e capaci di movimento il cancro è ben avanzato.

Lo stadio Ca5 è caratterizzato da necrosi.

L’immagine microscopica dei tessuti della fase Ca5 mostra la presenza di molti detriti, di frammenti di cellule, di vescicole, batteri e ad ingrandimenti più forti o in campo scuro, dei soliti corpuscoli T.



Si notano bene i pezzi delle cellule del Ca2 ancora presenti, essi mostrano una granulazione scura.

Lo stadio Ca5 è determinato e caratterizzato quasi esclusivamente dalle cellule cancerose che giunte alla fine del loro ciclo vitale, muoiono.

Esso è paragonabile alla necrosi post morte dei tessuti.

Le cellule cancerose hanno vita breve ed alla loro morte vanno in decomposizione.

Ne risulta una batteriemia ed una tossicemia generalizzata dell'organismo.

Quando il tumore non pregiudica funzioni vitali la morte avviene per putrefazione tossica generalizzata.

Questo spiega perché, giunta alla fine, la malattia generalmente peggiora rapidamente e sopraggiunge la morte.

A questo stadio qualsiasi terapia diventa inutile.



Riepilogo del processo canceroso:

prima fase

  1. Reazione vescicolare delle cellule.
  2. Aggregazione delle vescicole.
  3. Maturazione di queste aggregazioni e successiva formazione delle cellule cancerose.
  4. Formazione della massa tumorale.



seconda fase

  1. Morte e decomposizione putrida delle cellule che compongono la massa tumorale.
  2. Massiccia, progressiva ed accelerata putrefazione del sangue e dei tessuti, produzione di detriti e batteri della putrefazione e bacilli T.
  3. Cachessia, putrefazione generalizzata di tutto l’organismo e conseguente morte.


In un individuo con un alto livello energetico la produzione di vescicole pur verificandosi ugualmente avviene in maniera più lenta.

Il tessuto vecchio che si disgrega viene riassorbito ed alla stessa velocità se ne forma di nuovo.

I detriti sono eliminati tanto rapidamente quanto essi sono formati.

In un paziente con un basso livello energetico si osserva un quadro completamente diverso:

Negli stadi Ca1 e Ca2 visti all’inizio troviamo un processo di contrazione ed una reazione vescicolare più rapida.

La ricarica dell’individuo e il ripristino delle condizioni di salute dei pazienti che si trovano in queste condizioni è ancora un processo possibile e reversibile.

Anche nella fase di Ca3 (tumori di prima necrosi) il processo è reversibile.

Nei casi Ca4 e Ca5 il processo diventa irreversibile dal punto di vista del recupero ma l’espansione provocata dalla ricarica energetica riduce il dolore e può prolungare la vita migliorando la qualità della vita ed il paziente è più disponibile a lottare contro la malattia.

Quando un paziente comincia a caricarsi energeticamente, nel suo organismo avvengono una serie di cambiamenti.

L’individuo acquista un aspetto più vivo, meno affaticato e percepisce una soggettiva sensazione di benessere.

Organismo in toto:

Reazione sana: Elasticamente eretto, tono buono, assenza di spasmi e cloni. Sensazione di vigore. Capacità di provare piacere.

Reazione malata: Contratto, flaccido o ipotonico. Spasmi e cloni. Sensazione di debolezza. Incapacità di provare piacere. Ansietà del piacere.

Pelle:

Reazione sana: Calda e irrorata dal sangue. Turgore buono, rosa o abbronzata, capace di produrre sudore caldo.

Reazione malata: Fredda e viscida. Poco irrorata. Turgore povero, pallida e livida. Sudore freddo.

Muscolatura:

Reazione sana: Rilassata, capace di alternare tensione e rilassamento, forte. Nessun muscolo corazzato, vivace peristalsi, nessuna costipazione o emorroidi.

Reazione malata: Tensione cronica o flaccida e atrofica. Spesso grasso eccessivo. Corazzatura muscolare generalizzata. Costipazione ed emorroidi.

Espressione del volto:

Reazione sana: Vivacemente variabile.

Reazione malata: Rigida come una maschera, espressione morente.

Sangue:

Reazione sana: Reazione B al test dell’autoclave. Eritrociti tesi, pulsanti, che mostrano un forte ed ampio margine energetico. Bassa disintegrazione in fisiologica. Nessun bacillo T in coltura.

Reazione malata: Reazione T al test dell’autoclave. Eritrociti contratti e piccoli, non pulsanti, che mostrano corpuscoli T. Energeticamente debole, rapida disintegrazione in fisiologica. La coltura mostra streptococchi, bacilli T o stafilococchi.

Sistema cardio-vascolare:

Reazione sana: Polso regolare, calmo e forte. Pressione del sangue normale.

Reazione malata: Polso irregolare vivace o debole. Pressione anormalmente alta o bassa.

Tessuti (cellule epiteliali, tessuti ottenuti da biopsia:

Reazione sana: Turgore vigoroso. Nessuna formazione di vescicole (bioni) in soluzione KCl.

Reazione malata: Turgore debole, contratto. Strutture bioniche o rapida disintegrazione vescicolare (bionica) in KCl.

Occhi:

Reazione sana: Splendenti, vivaci, reazione pupillare vivace. Non sporgenti né incavati.

Reazione malata: Depressi, lontani. Reazione pupillare lenta, spesso midriaca. Occhi sporgenti o incavati.

Respirazione:

Reazione sana: Piena espirazione con una pausa al suo termine, libera pulsazione del torace. Sensazione di piacere genitale dopo ogni respirazione.

Reazione malata: Inibita ed incompleta espirazione con una pausa dopo l’inspirazione. Fissazione in una cronica attitudine di inspirazione (ansietà). Nessuna sensazione di piacere dopo l’espirazione.

Orgasmo:

Reazione sana: Avviene regolarmente. Piena convulsione del corpo. Nessuna stasi sessuale.

Reazione malata: Assente o disturbato. Cronica stasi sessuale.

°°°

solo alcune conclusioni

- La cellula cancerosa non è la causa del processo canceroso.

- Essa è la conseguenza.

- La cellula cancerosa non si forma come portatrice di malattia e di morte ma come prodotto secondario che scaturisce dalla reazione vescicolare delle cellule colpite.

- Esiste un unico meccanismo di formazione della cellula cancerosa che vale per tutti i tumori solidi.

- Il vero problema per il paziente canceroso non risiede nella cellula cancerosa viva ma nella putrefazione di quella morta.

- La tendenza al cancro è un fatto universale, non esiste un vero e proprio elemento cancerogeno. Formandosi come prodotto secondario, la nascita della cellula cancerosa dipende solo dalla qualità e dalla quantità della reazione vescicolare delle cellule ai vari stimoli “cancerogeni”.

- Riconoscere i vari stadi di riorganizzazione della reazione vescicolare, le sue varie evoluzioni verso la formazione e maturazione delle future cellule cancerose, diventa un precocissimo test di diagnosi.



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