lunedì 5 dicembre 2016

con RENZI il RECORD dei POVERI in Italia !!

con RENZI il RECORD dei POVERI in Italia!!
5 Dicembre 2016 Roma. L'unica slide che conta è quella del vertiginoso aumento dei poveri in Italia. Tutte le altre slides che ci sono state propinate unilateralmente dall'Ufficio di Comunicazione della Presidenza del Consiglio circa lo "ZeroVirgola" di aumento di questo o di quel fattore economico, del benessere o dell'aumento di produzione sono da cestinare perché semplicemente inattendibili. La realtà è che il Governo Renzi ha raggiunto il RECORD di POVERI nel nostro malridotto Paese. Perdipiù con la scellerata proposta di voler destinare ai migranti, e NON AI POVERI, l'incredibile cifra di 20.000 MILIARDI DI LIRE VENTI MILA MILIARDI DI LIRE !!! Nell'aprile del 2014 avevamo realizzato un servizio davanti Palazzo Chigi con la folla di simpatizzanti che speravano nella "Giustizia Sociale" proposta dal Premier NON ELETTO appena insediato. Ma, come direbbe un uomo di Marketing, la Giustizia Sociale di Renzi ha decisamente sbagliato TARGET: gli 80 euro dati a chi uno stipendio ce l'ha già e non ai disoccupati/esodati che non hanno nenche i soldi per mangiare, oppure il prelievo forzoso in bolletta della luce del Tributo RAI anche a chi non arriva alla fine del mese, con la minaccia di staccargli la luce, in evidente violazione dell'art.53 della Costituzione. Complicatissime procedure burocratiche per i Terremotati che vorrebbero autonomamente ricostruirsi la propria attività commerciale. Questo con la Giustizia Sociale ha poco a che vedere. E le Urne lo hanno ribadito con forza e decisione.
 
MAI COSI TANTI POVERI DAL DOPOGUERRA !!
 

aggiornamento del servizio al 15 dicembre 2016. La crisi economica iniziata dal 2008 dopo il famoso Crack Lehman e protrattasi fino ad oggi ci ha ridotto in "braghe di tela" come si usa dire in questi casi, rispetto ad altri paesi che sono già ripartiti da tempo come gli stessi USA da dove è iniziato il default. Anche Confindustria ieri ha confermato il dato: QUATTROMILIONI E SEICENTOMILA PERSONE in Italia gravano nella condizione di POVERTA' ASSOLUTA, cioè non riescono a comprare da mangiare, a pagare le bollette ecc. MAI COSI TANTI POVERI DAL DOPOGUERRA!!! Il record è stato raggiunto nel 2015 sotto il Governo Renzi. L'ex Premier con un apposito "X Day for Social Justice" ad Aprile 2014 si era detto pronto a far valere la "Giustizia Sociale", cioè la "redistribuzione dei redditi verso i meno abbienti". FALSO !! Tutto ciò non è avvenuto neanche in minima parte, anzi, è accaduto l'esatto contrario: si pensi come mero esempio lampante, come già citato sopra, al PRELIEVO FORZOSO NELLA BOLLETTA DELLA LUCE del TRIBUTO RAI anche a chi non riesce a comprare da mangiare per sé o per la propria famiglia, in palese contrasto con l'art. 53 della Costituzione: che recita più o meno così "Ognuno è chiamato a concorrere alle spese dello Stato sulla base del proprio reddito". Ora davvero non si capisce perché sulla base di questo inciso Costituzionale, un milionario debba pagare solo 100 euro per il Tributo RAI e un poveraccio che guadagna meno di 10 mila euro/anno debba pagare la stessa cifra. Figuriamoci quei 4,6 milioni in povertà assoluta ... dove li trovano 100 euro per la RAI ??????? Vanno a rubare? La cosiddetta "NO TAX AREA" deve essere fatta valere per queste fasce sociali meno abbienti su ogni tipologia di tributi, compreso il Tributo RAI, indipendentemente da chi è l'intestatario della bolletta, deve essere valutato di concreto - cioè senza cavilli burocratici - il diretto fruitore del servizio di somministrazione di energia elettrica. La cosa migliore sarebbe abrogare la norma del prelievo forzoso in Bolletta. Oppure, visto che il Ministero delle Finanze ha tutti i dati provenienti dalle dichiarazioni dei redditi, si potrebbe inviare la bolletta scaglionata per fasce: nulla a chi è sotto ai 20 mila euro di reddito annuo; un Tributo RAI ridotto a 50 euro a chi ha un reddito tra i 20 mila e i 40 mila euro; Tributo RAI di 100 euro a chi guadagna più di 40 mila euro anno. In questo modo l'articolo 53 della Costituzione sarebbe rispettato.

 


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